Vivere la natura: casetta sull’albero. Giorno 0

Inizio questa serie di articoli riguardo un argomento un po’ fuori dal solito, ma si sa, le vacanze portano nuove idee e quest’anno siamo riusciti a realizzarne almeno una. “Siamo”, perché, come spesso accade, da soli si farebbe ben poco: il compagno di questa piccola avventura è Gianmatteo, designer di professione, fratello di mia moglie e uomo assai paziente da sopportare le mie pazzie.

Ma veniamo al dunque.
Mai pensato ad una casetta sull’albero che avete in giardino, per far giocare i piccoli (e non solo)? Da bambino ci ho provato anche io, con scarso risultato ed è quindi venuto il momento di farlo di nuovo, approfittando dell’esperienza (poca) degli anni, vagliando alcune soluzioni di chi si è già confrontato con la materia e confidando nel prezioso scambio di opinioni col suddetto compagno di avventura.

Disclaimer

Questo articolo ed i seguenti hanno il solo scopo di raccontare come abbiamo realizzato una piattaforma base per una casetta da albero. I dati contenuti riguardo materiali, modalità realizzative e dimensionamento della struttura sono da considerarsi indicativi ( e pertanto sono volutamente approssimati). Se decidete di realizzare una struttura simile a quella illustrata, vi assumete  la piena responsabilità della buona riuscita del progetto, ri-valutando ogni parametro in base alle vostre scelte. Nel dubbio, chiedete l’aiuto di un esperto.

I vincoli realizzativi

Struttura mobile e non invasiva per l’albero

Cercando in rete, si trovano almeno due tipologie di tecniche invasive: l’ancoraggio della piattaforma con chiodi di almeno 10 cm o l’inserimento di pioli di acciaio (min. 1” di diametro) in un foro realizzato allo scopo. Il primo metodo pare il più semplice, ma nasconde un problema: col crescere – naturale – dell’albero, il chiodo potrebbe essere espulso e comunque si dovrebbe aggiustare la struttura per adattarsi alle nuove misure. D’accordo, si parla di tempi lunghi, ma ad ogni modo “niente invasioni”.
Soluzione 2: quello che semplificando ho chiamato “piolo nel legno” in realtà ha un nome: TAB (Treehouse Attachment Bolt) . Si tratta di perni di acciaio molto spessi che permettono, una volta inseriti fino al massello, di sostenere grandi carichi (anche fino a 500kg, ma il calcolo dipende dal tipo di legno che lo ospita). A favore di questa soluzione c’è il fatto che solitamente sono necessari soltanto due fori  nell’albero, limitando così le ferite inferte. Inoltre col crescere dell’albero si riesce ad adattare più facilmente la struttura facendola scorrere sul pernio che, sebbene lentamente venga inglobato nell’albero, si estende fino a 15cm fuori dal tronco, ed assicura pertanto una prospettiva di durata ragionevole. Per una casa fissa, avrei optato per questa soluzione, magari affidandomi ad un esperto per l’installazione. Ma stavolta, “niente invasioni”. A fine stagione vorrei poter smontare e riporre il tutto, senza lasciare tracce sull’albero.
Escludo le funi di sostegno legate ai rami, per ragioni di sicurezza, estetica e necessaria manutenzione sulle corde.

La soluzione finale prende ispirazione dalle piattaforme dei Parchi Avventura: coppie di travi di legno, tenute strette al tronco dell’albero da potenti aste filettate in acciaio.

sostegno
Schizzo della struttura portante: le travi sono tenute strette al tronco attraverso aste filettate d’acciaio (disegnate in nero).

Forma e dimensioni della piattaforma

Chiarita la modalità di ancoraggio, i giorni successivi sono dedicati alla progettazione. Partendo da travi lunghe 2mt, si ipotizza una piattaforma ottagonale, che avrà un piano calpestabile ampio circa 60 cm ed una superficie totale di quasi 3mq.
Tutto questo, grazie a Gianmatteo ed ai suoi potenti software di grafica 3D.
Infine si redige la lista del materiale necessario.

Materiale occorrente per la piattaforma

Legname

  • Travi per la struttura di supporto:  4x 2mt = 8mt. La dimensione dipende dal peso che si intende sostenere, noi abbiamo scelto delle travi 80x80mm.
  • Travi per la bordatura della piattaforma: di calcoli, dobbiamo coprire 8 lato di circa 83 cm: totale (in abbondanza) 7mt
  • Assi per il pavimento: conoscendo la superficie il calcolo viene facile, ma occorre abbondare un po’ perché risulta più difficile riusare i pezzi tagliati. Alla fine abbiamo scelto travi di abete da 10cm, spesse 12mm. Ne abbiamo acquistate per 4mq.
  • Impregnante per il legno, da scegliere del colore che più aggrada.

Ferramenta

  • Aste filettate in acciaio (n. 4): da scegliere a seconda della trave, noi abbiamo optato per uno spessore di 12mm.  Occorrono anche delle rondelle ampie (es. 12x48mm) e dadi per il fissaggio.
  • Punta da legno di spessore uguale alle aste di acciaio.
  • Piastre per realizzare la bordatura della piattaforma: 8 piastre angolate a 135° (altrimenti non si realizza un ottagono) e dello spessore compatibile col tipo di travi scelte.
  • Viti autofilettanti da legno: 6mm x 50mm minimo.  Almeno 150.

Attrezzatura

  • Per il taglio e la levigatura del legno: seghetto, carta vetrata.
    In alternativa: smerigliatrice angolare con opportune lame  – per il taglio – e piatti – per la levigatura.
  • Chiavi inglesi, possibilmente con manico lungo per facilitare la stretta dei dadi sulla aste filettate a contatto delle travi
  • Trapano avvitatore
  • Per il lavoro in altezza: corde, moschettoni, imbracatura di sicurezza, caschetto e scarponcelli.
  • Protezioni ulteriori: guanti da lavoro e occhiali

 

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Anteprima della piattaforma finita, con botola per l’accesso

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