Freedomotic – ThinG Wider

Open IoT Framework

Freedomotic is an open source, flexible, secure Internet of Things (IoT) development framework, useful to build and manage modern smart spaces. It is targeted to private individuals (home automation) as well as business users (smart retail environments, ambient aware marketing, monitoring and analytics, …).

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Treehouse – Anno nuovo, nuovi progetti

Con l’estate si riaffacciano i weekend fuori porta ed è l’ora di inaugurare la casetta sull’albero, che ha passato indenne l’inverno.

Ricapitolando, ecco dove abbiamo lasciato il lavoro:
– la piattaforma ottagonale di circa 2mq è in posizione ad un’altezza di 180/200 cm da terra.
– dobbiamo costruire una balaustra o comunque un sistema di protezione, cercando di non appesantire la struttura
– mancano dei sistemi di salita semplici: scaletta o teleferica da postazione più alta.
– manca la linea vita
– occorre fissare la botola di accesso

Bene è il momento di pensare al programma di lavoro delle prossime settimane:
– sistemare scaletta e botola
– studiare la struttura dellabalaustra
– studiare la linea vita e la teleferica

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Pardonne mes lèvres

Fanny (rivolgendosi a Max, immerso dietro al giornale, credendo che fosse un cliente): Avete scelto?
Max: [abbassa il giornale] Credo di sì.
Fanny: [esita] Sicuro che non le serve più tempo?
Max: No, so quello che voglio.
Fanny: Ne è sicuro?
Max: Assolutamente sì
Fanny: Allora, che cosa le porto?
Max: Com’è la minestra?
Fanny:Non c’è più la minestra.
Max: Come il mio lavoro. Il pesce?
Fanny: L’abbiamo finito.
Max: Come me coi miei alibi.
Fanny: Non farmi perdere tempo, scegli qualcosa che abbiamo…
Max:
Vorrei passare tutta la vita con una dea irrazionale e sospettosa, con un assaggio di gelosia furibonda come contorno, e una bottiglia di vino che abbia il tuo sapore e un bicchiere che non sia mai vuoto…
Fanny: oh.. Max![Si baciano]
Max: Pardonne mes lèvres, elles trouvent du plaisir dans les endroits les plus inattendus (Perdona le mie labbra. Trovano la gioia nei posti più inaspettati.)

da Un’ottima annata

 

Prospettiva

Anton Ego al cameriere: […]  dopo  aver  letto  tante  sviolinate  a  proposito  del  vostro  nuovo cuoco, lo sa cosa vorrei tanto? Un po’ di prospettiva… ecco, gradirei della prospettiva… fresca, chiara e ben condita. Mi può consigliare un buon vino da poterci abbinare?
Il cameriere: A che cosa? Mah… signore…
Ego: Prospettiva…  ne  siete  forse  sprovvisti?
Il cameriere: Ehm…
Ego: Molto  bene,  visto  che  siete  a corto di prospettiva e nessun altro sembra averne in questa balorda città, propongo  un  accordo:  voi  provvederete  al  cibo…  io  provvederò  alla prospettiva. […]

Il cameriere:  Ho paura di non… la sua ordinazione per la cena?

da Ratatouille

Vivere la natura: casetta sull’albero. Giorno 3

Un uomo dovrebbe riconoscere le sue sconfitte garbatamente così come festeggia le sue vittorie, Max. Col tempo vedrai che un uomo non impara niente quando vince. Perdere invece può condurre a grande saggezza. Il nocciolo della quale poi è quanto sia più gradevole vincere. È inevitabile perdere di tanto in tanto… il trucco è che non diventi un’abitudine. (Henry Skinner)

da Un’ottima annata

Riprendiamo il discorso circa la casetta sull’albero, dopo la deludente prima giornata di montaggio. La notte ha portato le seguenti considerazioni:
A) se vogliamo migliorare la presa delle travi sul tronco, occorre ridurre al minimo la distanza tra le aste di acciaio: da 80cm si riduce a 65cm.
B) cambiamo albero: invece della ‘bitorzoluta’ quercia, andiamo su di un abete dal fusto bello dritto.

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Vivere la natura: casetta sull’albero. Giorno 2

Dopo la fase progettuale e la preparazione del materiale, è finalmente arrivato il momento del montaggio!

Ma ancora ci mancano alcuni elementi di ferramenta, perciò passiamo la mattinata alla ricerca del necessario, dopo pranzo assembliamo alcune parti della pedana e dedichiamo il pomeriggio al lavoro pesante. Le fasi previste sono: mettere in posizione la prima coppia di assi di sostegno, incrociare perpendicolarmente la seconda coppia e stringere il tutto. Dopo le dovute prove di stabilità  si solleveranno i pezzi della pedana così da  fissarli in posizione.

La prima fase di montaggio: la coppia di travi, chiusa da un lato con la barra d'acciaio, è sollevata in posizione prima di esser chiusa con la seconda barra.
La prima fase di montaggio: la coppia di travi, chiusa da un lato con la barra d’acciaio, è sollevata in posizione prima di esser chiusa con la seconda barra.

L’albero ospite

Si tratta di un albero di quercia, dal tronco di circa 62cm di diametro. Cerchiamo un’altezza ragionevole e un punto del fusto che sia quanto più dritto e verticale. Non è facile, ma dopo qualche tentativo, troviamo un punto di apparente stabilità.

Chiusura delle travi di sostegno

Le travi sono state forate in due punti, simmetrici rispetto al centro, che distano 80cm. I fori ospiteranno le aste filettate e su queste vengono inseriti rondelle e bulloni. La prima stretta dei bulloni lascia un po’ a desiderare e le travi continuano a muoversi. Stringiamo ulteriormente e pare che la situazione migliori, quindi ci decidiamo ad issare le travi perpendicolari. E qui iniziano i problemi: stringendo le travi al tronco dalla forma irregolare, queste non sembrano trovare una posizione esattamente orizzontale. Pare inoltre che l’attrito delle travi sulla corteccia non sia sufficiente a mantenere una sicura stabilità. Continua a leggere Vivere la natura: casetta sull’albero. Giorno 2